Licenziata Dilyana Gaytandzhieva, la giornalista bulgara che sollevò il vespaio sulle forniture di armi USA ad Al Qaeda e ISIS

Video da YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=DDQOWQMfDlM
Dilyana Gaytandzhieva, nel dicembre 2016, testimonia il ritrovamento di nove
magazzini sotterranei contenenti numerose casse di armi provenienti dalla
Bulgaria, nel settore orientale della città di Aleppo prima occupato dai
cosiddetti “ribelli siriani”
Dilyana
Gaytandzhieva, la giornalista bulgara che sollevò il vespaio sulle forniture di
armi USA ad Al Qaeda e ISIS, è
stata appena licenziata dal giornale presso cui lavorava, Trud, per
paura di ulteriori ritorsioni dopo che la stessa è stata “interrogata” dai
servizi segreti di questo Paese NATO, libero, democratico, europeo.
Ovviamente, il
suo pezzo da noi ha avuto pochissima risonanza, coinvolgendo la crema dei
neoatlantici, facendo nomi e cognomi di chi caricava cosa su quei voli Silkway
(compagnia statale azera) resi “diplomatici” per azzerare i controlli IATA e
doganali, eliminando così qualsiasi restrizione dovuta a convenzioni
internazionali ed embarghi.
In questo caso mi chiedo davvero se sia il caso, per chi possa ancora farlo,
non solo di diffondere la notizia e denunciare l’accaduto, oltre che a dare
doverosa visibilità a questa inchiesta, sia pur con mesi di ritardo, ma anche
di dibattere la questione e portarla a casa nostra, circa il silenzio-assenso
del nostro governo a (eventuali?) traffici analoghi di armi nel nostro Paese e,
più in generale, a rinnovare con ulteriori, freschi, argomenti, la campagna
contro la permanenza dell’Italia nel cosiddetto “patto atlantico”.
Paolo Selmi
(da https://byebyeunclesam.wordpress.com/2017/09/01 )